IL PRIMO FEMMINICIDIO È VERSO MADRE TERRA
Una donna viene uccisa ogni 72 ore.
E come potrebbe essere diverso?
Il primo femminicidio che tutti noi compiamo è nei confronti di nostra Madre Terra. E non avviene ogni 72 ore. Avviene in ogni istante a causa di una mentalità materialista governata da una logica votata al consumo, al possesso e all’apparire. Così, ad oggi, più di 2 milioni di specie animali sono in via di estinzione e il nostro mare, entro pochi anni, se continuiamo il trend attuale, non sarà più popolato da pesci.
Abbiamo creato un mondo dove non c’è amore, non c’è rispetto verso la natura e la donna, che è l’espressione più antica della natura, diventa con la sua uccisione costante il simbolo più potente, più drammatico di questa realtà.
Come pensiamo che possa venire meno una tale spirale di violenza se non scegliamo di cambiare profondamente i nostri comportamenti?
È chiaro che il problema del femminicidio non può essere risolto dando la colpa agli uomini. Serve un cambio radicale di paradigma. Ma in quanti siamo disposti a percorrerlo? Da quello che vedo preferiamo seguire le mode, ciò che ci dà presunta sicurezza e benessere curando il nostro piccolo orticello manifestando un sistema eco incompatibile.
Il femminicidio è solo la punta di un iceberg, spaventosa, senza dubbio, ma sotto c’è molto altro e se non ce ne prendiamo cura oltre all’estinzione di pesci e animali siamo destinati, inevitabilmente all’estinzione della nostra specie.
Non è una lettura catastrofista, è solo prendere atto di quello che sta già accadendo e che è sotto i nostri occhi.
Oggi, che è la giornata internazionale Contro la Violenza sulla Donna, prendiamo dentro di noi ferma risoluzione di osservarci tutte le volte che c’è una decisione, da quello che mangio a come mi vesto, di quanto essa possa essere in armonia con il pianeta che abito e mi ospita.
Facciamolo per noi, facciamolo per le donne che sono morte, per gli animali che ci stanno lasciando, facciamolo per la nostra meravigliosa Madre Terra che tutto offre incondizionatamente senza distinzione e perché, in fondo, siamo noi ad avere un disperato bisogno di Lei.
Con amore,
Virginia


