FLAVIA VENTO NON DOCET
Era il 2000, e per la prima volta compariva nella trasmissione Libero, condotta da Teo Mammucari, la valletta Flavia Vento, muta, sotto il tavolo .
Io avevo appena 23 anni e ricordo che mi colpirono molto le polemiche a seguito di quella “provocazione” mediatica.
C’era tanta indignazione e si gridava allo scandalo per come l’immagine femminile veniva proposta sui grandi schermi.
Perché vi dico questo?
L’altro ieri leggo su Google una notizia che mi ha lasciata sconcertata.
In un hotel a Golfo Aranci viene servita su un tavolo di dolci una modella raccolta in posizione fetale interamente ricoperta di cioccolata.
E poi ci sono i fatti di Palermo su cui tanti opinionisti hanno espresso la loro visione arrivando ad affermare che gli uomini fanno schifo e sono arretrati non solo a livello culturale ma anche, e soprattutto, a livello mentale, emotivo e, quindi, sessuale.
Poco fa ricevo l’invito a partecipare alla campagna di sensibilizzazione #iononsonocarne inviando una mia foto con lo slogan individuato.
Da quando ho costituito l’Associazione Il valore del femminile, l’intento è stato quello di promuovere iniziative e attività basate sull’ascolto, l’accoglienza e la condivisione.
Tutte queste riflessioni e proposte le sento posizionate su una frequenza di contrapposizione.
È evidente che riguardo alla donna in generale e al rapporto uomo-donna in particolare siamo di fronte a una situazione complessa. Una situazione che si ripete nel tempo e torna nelle notizie di cronaca ogni giorno sotto varie forme.
Comprendo anche il bisogno di trovare soluzioni in merito, ma affermazioni assolutistiche o frasi basate su negazioni d’identità, fino ad ora non sono riuscite, da sole, a generare il cambiamento desiderato.
Credo che servano più spazi e occasioni dove confrontarsi, allenare il pensiero critico per smantellare stereotipi e pregiudizi.
Educare al dialogo, al rispetto, al diritto dell’altro a dire di no, a cambiare idea è forse la strada più lunga e dai risultati meno immediati ma quella che può, in sinergia con quanto già in essere, garantire un’autentica crescita per tutti.
Teniamo presente che il problema così come il suo superamento è sempre riconducibile a una concomitanza di fattori, ognuno dei quali ha il suo ruolo e la sua responsabilità nel determinare la realtà che ci circonda.


